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METTICI LA MANO AL TEATRO DIANA CON ANTONIO MILO, ADRIANO FALIVENE, E ELISABETTA MIRRA REGIA DI ALESSANDRO D’ALATRI

Da venerdì 22 ottobre ore 21.00

 

presenta 

Il brigatiere Maione e Bambinella protagonisti in scena della nuova inedita commedia di MAURIZIO DE GIOVANNI

METTICI LA MANO 

con

ANTONIO MILO​​​ ADRIANO FALIVENE

ELISABETTA MIRRA

ALESSANDRO D’ALATRI

Scene​​​ 

Toni Di Pace​​​​​​

​​​​Costumi

Alessandra Torella

Musiche ​​​​​​​

Marco Zurzolo        

Disegno Luci  

 ​​​​​Davide Sondelli

Dopo mesi di chiusura o parziali  aperture, il Teatro Diana “riparte”, con la  41° Stagione di Prosa proponendo, come sempre, un cartellone ricco di interessantissimi appuntamenti. Ricominceremo dal punto in cui siamo stati costretti a fermarci, guardando con rinnovata fiducia al futuro. Uno straordinario programma aspetta, in questo nuovo anno teatrale, tutti i nostri affezionati abbonati (circa 9.000) e i tutti i nostri graditi spettatori.

Già moltissimi, con affetto, vicinanza e solidarietà , ci hanno sostenuto  ed incoraggiato in questi lunghi mesi e adesso numerosi, concretamente, in questo avvio di campagna abbonamenti , hanno deciso di confermare il loro posto. 

Dal 20 ottobre, fuori abbonamento  Per ricominciare insieme, in Prima Nazionale, saràpresentato l’attesissimo spettacolo, che vede protagonisti Antonio Milo e Adriano Falivene, giàinterpreti dei famosi personaggi del BrigatiereMaione e Bambinella nella fortunatissima Fiction  de “Il commissario Ricciardi”, che insieme ad Elisabetta Mirra, porteranno in scena un nuovo inedito testo scritto dallo stesso Maurizio de GiovanniMettici la mano , per la regia di Alessandro DAlatri , accompagnati dalle musiche di Marco Zurzolo,scene di Toni di Pace e i costumi di Alessandra Torella.

SINOSSI DELLAUTORE:

Primavera del 1943, a Napoli. 

Una tarda mattinata di sole, in cui la gente di un quartiere popolare tenta faticosamente di trovare una parvenza di vita normale, viene squarciata dalle sirene: arrivano gli aerei alleati, c’è il pericolo di un nuovo devastante bombardamento.

La scena è un vano interrato in tufo, uno scantinato che fa da rifugio improvvisato per proteggersi dalla morte che viene dal cielo. In un angolo del locale una statua della Madonna Immacolata, miracolosamente scampata alla distruzione di una chiesa e in attesa di nuova sistemazione, davanti alla quale brilla qualche lumino a testimonianza del fatto che la gente del quartiere va a visitarla saltuariamente anche lì.

E’ qui che si ritrova una strana compagnia, riunita dalla necessità di riparo: il primo ad arrivare èBambinella, un femminiello che sopravvive esercitando la prostituzione e che conosce tutto di tutti, sia per una naturale propensione al pettegolezzo, sia perché le persone vanno a confidarsi con lui, secondo una consolidata tradizione popolare. Poco dopo arriva il brigadiere Raffaele Maione, che ha appena arrestato Melina, una ventenne che ha sgozzato nel sonno il marchese di Roccafusca, un ricchissimo nobile il cui palazzo si trova a poca distanza e nel quale la ragazza faceva la cameriera.

Mentre fuori la porta in cima alle scale le voci della gente si trasformano in un pauroso silenzio e poi nel progressivo avvicinarsi del fragore delle bombe, mentre l’imminenza della possibile morte diventa sempre più vicina, il dialogo tra i tre occupanti il rifugio improvvisato si fa sempre più profondo e serrato. La Madonna, muta e addolorata, verràchiamata in causa mentre apprendiamo in maniera frammentaria cosa è realmente accaduto nel palazzo di Roccafusca e perché, e come Bambinella si trasformerà in avvocato difensore e Maione nell’accusa di un processo che vedrà nella statua di gesso un giudice silenzioso e tuttavia accorato.

Le esplosioni, sempre più vicine, terribili e minacciose, accompagneranno la comprensione della realtà e una serie di riflessioni, da differenti punti di vista, sulla vita, sulla morte, sulla famiglia, sulla giustizia e sulla fede in Dio. E anche in merito alla fame, allo stato di necessità e all’arroganza del potere.

Maione, Bambinella e la loro strana, assurda amicizia a distanza di dieci anni dall’ultima volta che li abbiamo incontrati con Ricciardi, a confronto col momento più buio e terribile della storia della città.

Maurizio de Giovanni

NOTE DI REGIA:

Dopo la lunga stagione dei teatri chiusi è una gioia poter annunciare il mio ritorno sulle tavole del palcoscenico. Un ritorno che segna anche una continuità artistica inedita per me: questo nuovo progetto nasce come una costola della saga de “Il commissario Ricciardi”, dopo il successo della serie televisiva a cui ho lavorato. Dalla straordinaria e immaginifica penna di Maurizio de Giovanni, due tra i volti più colorati si staccheranno dalle vicende del filone corale del Commissario e torneranno a raccontarsi con il pubblico, ma questa volta dal vivo: il brigadiere Maione e il femminiello Bambinella. Due figure che non fatico a descrivere come “maschere”, unici tra i personaggi dei romanzi ad indossare un costume: uno con il rigore della divisa e l’altro con la leggerezza della femminilità travestita. La vicenda manterrà la sua ambientazione napoletana, città che continua amorevolmente a vivere nella mia esperienza, raccontata in un periodo temporale diverso da quello dei romanzi. Qui troveremo una Napoli devastata dalle conseguenze del nazifascismo, martoriata dagli allarmi e dai bombardamenti, ma mai priva di quella carica di umanità e di amore per la vita. Medesimi saranno i due attori che hanno interpretato la serie tv: Antonio Milo e Adriano Falivene. 

Una garanzia artistica in equilibrio tra dramma e commedia che sicuramente restituirà al pubblico la gioia di ritornare in platea. La novità è Elisabetta Mirra nel ruolo di Melina, straordinario sguardo sul sacrificio femminile di quell’epoca. Medesimi saranno anche i reparti artistici che mi affiancheranno in questa nuova avventura: chi ha amato i romanzi e la fiction ritroverà la stessa poetica e lo stesso divertimento. A completare la magia ci saranno le musiche di Marco Zurzolo. Aggiungo il piacere e l’orgoglio di collaborare con il teatro Diana, un’istituzione nella storia del teatro napoletano.

A presto.

Alessandro DAlatri

Lo spettacolo dura 1h20’ senza intervallo 

Calendario spettacoli 

Venerdì22OTTOBREOre 21.00
Sabato23OTTOBREOre 21.00
Domenica24OTTOBREOre 18.00
Giovedì28OTTOBREOre 17.45
Venerdì29OTTOBREOre 21.00
Sabato30OTTOBREOre 21.00
Domenica31OTTOBREOre 18.00
Lunedì1NOVEMBREOre 18.00
Giovedì4NOVEMBREOre 17.45
Venerdì5NOVEMBREOre 21.00
Sabato6NOVEMBREOre 17.30/21.00
Domenica7NOVEMBREOre 18.00
Giovedì11NOVEMBREOre 17.45
Venerdì12NOVEMBREOre 21.00
Sabato13NOVEMBREOre 17.30/21.00
Domenica14NOVEMBREOre 18.00
Giovedì18NOVEMBREOre 17.45
Venerdì19NOVEMBREOre 21.00
Sabato20NOVEMBREOre 17.30/21.00
Domenica21NOVEMBREOre 18.00

ORARIO BOTTEGHINO

Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato 10.30 / 13.30 e 16.30 / 19.30 

domenica 11.00/13.30 e 16.30/19.30

Vendita biglietti on line sul sito www.teatrodiana.it

Telefono 0815567527

diana@teatrodiana.it

Comunicato Stampa

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