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In scena al Teatro Trianon di Napoli “Reginella, sono Libero”. Un sogno in parole e musica di Gianfranco Gallo. La Recensione.

Lo spettacolo sarà in scena fino al 06 dicembre nel tempio della canzone napoletana il Teatro Trianon nel cuore di Forcella, parliamo di “Reginella, sono Libero”, un sogno in parole e musica di Gianfranco Gallo che rende omaggio a Don Liberato in occasione del 140° anniversario della nascita. Gianfranco Gallo è autore, regista e interprete.

Uno spettacolo degno di un grande artista, quale Gianfranco Gallo che ha dato tutto se stesso in scena, rendendo un grande omaggio ad uno dei grandi poeti Libero Bovio.
Gallo a metà spettacolo ci fa anche riflettere, rendendo omaggio a due ragazzi quali Francesco Pio Maimone e l’altro Giovanbattista Cutolo che hanno perso la vita una sera mentre trascorrevano una serata tra amici, hanno incontrato purtroppo per strada una Napoli del malaffare, guappesca di coloro che si sentono forti perché hanno una pistola e tolgono la vita a due ragazzi pieni di sogni, uno dei due voleva aprire una pizzeria, mentre l’altro era un musicista.

Una serata piena di canzoni, aneddoti, tra sogno e realtà. Molto bello anche il connubio con Ciccio Merolla, grande percussionista ma anche ottimo compagno di scena.

Bellissimi gli interventi, straordinaria e sorprendete anche la versione cambiata di Reginella e anche gli arrangiamenti delle canzoni.

Un grande plauso va a Gianfranco Gallo perché ha detto: “Non ho scelto la mia compagnia in base ai follower ma in base al loro studio e alla loro professionalità”.

Complimenti a Gallo e a tutta la compagnia.

Viva la vera arte!

Lo spettacolo sarà ancora in scenda per altri due giorni, per emozionarci sorridere tra sogni e realtà omaggiando un grande mito della nostra tradizione.

Sinossi dello spettacolo:

Questo «sogno in parola e musica» è un originale viaggio tra le creazioni di uno dei più grandi autori della Canzone classica napoletana e prende l’avvio in un non luogo, dove dorme don Liberato Bovio, autore di Reginella. È il 26 maggio del 1942, giorno della sua morte. Si desta, si guarda allo specchio, il corpo e la voce non sono suoi. Forse sogna? Uno strano personaggio senza tempo lo informa, quindi, della sua dipartita. Lui è un “catalogatore”, ha il compito di giudicare le opere degli scrittori e dei poeti al fine di decretarne un successo eterno o un oblio dopo la loro vita terrena. Ma di chi è il corpo nel quale si agitano i pensieri di don Liberato?

In scena con Gianfranco Gallo, il percussionista Ciccio Merolla e una compagnia composta da Alessia Cacace,

Anna Rita Di Pace e Alessia Moio, con Luigi Esposito al piano, Emiliano Barrella alle percussioni, Umberto Lepore al basso e con Lisa Imperatore.

La direzione musicale, gli arrangiamenti e le musiche di scena sono a cura di Luigi Esposito. Le scene sono di Francesca Garofalo e i costumi di Anna Giordano. Assistente alla regia Alfredo Le Boffe.

Lo spettacolo è prodotto da Scenografie Imparato & figli, in collaborazione con il Trianon Viviani.

Giuseppe Nappa

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