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NINO D’ANGELO IL POETA CHE NON SA PARLARE UN ALBUM D’INEDITI E UN NUOVO LIBRO RICCO DI RACCONTI E DI POESIE: IL RITORNO DEL CANTAUTORE NAPOLETANO TRA L’ATTUALITÀ, IL SOCIALE E L’AMORE IN UN UNICO PROGETTO CHE CONTIENE ANCHE UN TOUR

Il nuovo disco, in uscita il 15/10, conterrà 9 brani inediti (con una cover reinterpretata con 8 artisti napoletani) e dal 14/10 arriverà il libro di aneddoti tratti dai versi
di canzoni del cantautore che legano alcune sue esperienze di vita.
Tra gli ospiti dell’opera musicale Toni Servillo, James Senese e Rocco Hunt L’artista: “Quest’opera è un voler ricominciare, una ricerca della normalità
e la voglia di sconfiggere la provvisorietà della vita” A marzo al via la tournée.


Un album d’inediti, un tour live e un nuovo libro ricco di racconti e di poesie: un unico grande progetto artistico unito dallo stesso titolo “Il Poeta che non sa parlare”. Questo è il ritorno di Nino D’Angelo tra l’attualità, il sociale e l’amore.

Nove canzoni inedite e una cover di un suo brano del 2012 reinterpretata con 8 cantanti napoletani per un album di ‘world-pop’, in uscita venerdì 15 ottobre (prodotto dalla Di.Elle.O e distribuito da Believe). E un nuovo libro di aneddoti di vita (Baldini+Castoldi), in libreria il 14 ottobre accompagnati da versi di canzoni del cantautore che legano alcune sue esperienze personali.
Dal punto di vista musicale, tra gli ospiti del disco che uscirà sia in formato fisico che digitale, Toni Servillo (che apre il disco con un’introduzione parlata in ‘Pane e canzone’), James Senese (in ‘Vivere è murì’), Rocco Hunt (in ‘Chillo è comm’ ‘a te’) e 8 cantanti napoletani in ‘Ammore è dà’ (Mavi Gagliardi, Livio Cori, Fabiana Martone, Rosario Miraggio, Emiliana Cantone, Andrea Sannino, Milly Ascolese e Gianluca Capozzi). Gli arrangiamenti sono curati dal Maestro Nuccio Tortora.
Un album, questo, nato in un periodo difficile per tutti e che dunque racconta anche la cupa attualità di oggi, la scoperta della provvisorietà della vita: “Quando hai la morte di fianco è difficile scrivere della vita e a dire il vero non pensavo a un’opera nuova, volevo continuare a promuovere i miei testi passati non ancora ascoltati, secondo me, con la dovuta attenzione”. Un disco che affronta varie tematiche, dal sociale (“Oggi le diseguaglianze tra ricchi e poveri sono aumentate, il razzismo e l’emigrazione sono purtroppo temi sempre in voga”) alla politica (“Si sentono troppe voci dissonanti da una politica molto spesso strafottente e chiusa in una perenne campagna elettorale”).
Non manca anche l’amore (“Come un uomo della mia età può esprimere e con una dedica personale”), e una dedica commovente al suo amico Diego Armando Maradona.
Ma come sono nate queste che possono essere considerate come poesie in musica? “La molla che ha fatto scattare tutto – spiega D’Angelo – è stato vedere l’amore che la gente del mio quartiere, San Pietro a Patierno, mi ha dimostrato dedicandomi, a sue spese, il murale firmato da un grande artista come Jorit. Sono fiero di restare il cantante di questa Napoli. Sono stanco al tempo stesso però di essere considerato l’artista solo di una certa parte della città. Sono stato sdoganato mille volte… ma aspetto ancora di passare la dogana”, la sua provocazione.
Ma il titolo dell’intero progetto come è nato? “Ai tempi della scuola – racconta D’Angelo – la maestra mi disse: Tu sei un poeta che non sa parlare, arrivi al cuore anche quando ti esprimi male. Questa frase mi è rimasta impressa da allora ed è ora di condividerla con il mio pubblico”.


NINO D’ANGELO
DISCO: IL POETA CHE NON SA PARLARE
NINO D’ANGELO LO RACCONTA COSI’: TRACK BY TRACK
L’album, secondo il cantautore napoletano, “è un ricominciare, credo che si senta al suo interno la ricerca della normalità, la voglia di sconfiggere la provvisorietà”. Brani, per D’Angelo, “scritti più con l’anima che con il cuore”.
Il disco si apre con ‘Pane e canzone’ con il featuring di Toni Servillo: “Questo brano mi è stato ispirato dal murale che il quartiere di San Pietro a Patierno ha voluto dedicarmi e che ha realizzato Jorit. È un pezzo autobiografico, dove racconto le mie origini e la mia infanzia. In questo posto ho vissuto la vera comunità, all’epoca un palazzo era una famiglia, ci si amava (‘Iuorne luntane,’a strada era scola, me devene ‘a mano curaggio e passione, o viecchio parlava e alluccava parole e io me saziavo cu pane e canzone’). Inutile dire che la partecipazione di Servillo ha impreziosito il tutto”.
Si passa poi a ‘Cattivo penziero’:
“È un pezzo, in qualche modo, sulla provvisorietà di questo tempo che coinvolge anche l’amore (‘Guardo ‘a vita ‘nanz’ ‘a me, Comm’è vicino stu cielo, St’alba ca già me parla ‘e te, Che vò stu juorno ca vene’)”.
La terza canzone è ‘Sultanto si perdesse a te’:
“E’ dedicata a mia moglie, scritta in occasione del nostro ultimo anniversario di matrimonio. Al posto di un anello, le ho regalato queste strofe. Canto la mia paura di perderla non mentalmente, ma proprio fisicamente (‘E quanno passa ‘o tiempo, E io nun ‘o pozzo fermà o tiempo, E stu penziero torna sempe, E io vivo si respire tu’)”.
Ecco poi ‘Voglio parlà sulo d’ammore’:
“Il Covid c’ha cambiato la vita per sempre e c’ha fatto capire di quanto possiamo essere… provvisori. Si pensava che il post-lockdown ci avrebbe migliorato in termini umani, ma non so se andrà così veramente. È probabilmente il pezzo più politico, credo che i governanti abbiano fatto parecchi errori negli ultimi anni (‘E’ cagnata ‘a vita, è cagnato ‘o tiempo, è cagnata ‘a musica, Simme tutte quante, persone fragile, carne inutile, Ca nun ce ‘ncuntramme chiù e nun ce guardamme chiù’, Tenimme l’uocchie nterra e nun ce parlamme chiù’)”.
Quinta traccia, ‘Vivere è murì’:
“La solitudine di un uomo non più giovanissimo si perde negli occhi giovani di un amore inaspettato. Ma vivere equivale a morire quando si accorge che la persona che ama non è stata e non potrà essere mai sua: (‘Statte ccà vicino a me, Nun me può ncantà cu ‘a luna , St’uocchie tuoie so senz’ ‘e me, M’affunnato quaccheduno’)”.

Sesto pezzo, ‘Chillo è comm’ ‘a te’:
“Un testo molto sociale che vede la partecipazione di Rocco Hunt: è una canzone contro il razzismo. Un giorno a Casoria mi sentii chiamare da un ragazzo di colore che parlava napoletano meglio di me. Mi raccontò la sua storia: il padre era africano, la mamma di Porta Capuana e lui era nato proprio a Napoli. Lui è un partenopeo a tutti gli effetti, non capisco i discorsi sul colore della pelle, ci sono tante storie come le sue comunque (‘Chill’è comm’a te, Se fatica pur’isso ‘o pane, Chill’ è comm’a te, Parla e canta napulitano’).
Il settimo brano è ‘Na storia ‘a scurdà:
“La pianista e la propria coscienza vanno in conflitto davanti a una storia d’amore: la prima si gioca il cuore, la seconda la testa. Chi vincerà? La verità (‘Si acqua ca nun leva sete, Te faie bella e nun te vede, Ma a te piace quanno ride, ma si giura nun ‘o cride’)”.
L’album prosegue con ‘Uocchie belle’:
“Sconfitto dalla sua età, un uomo non riesce più a confrontarsi con gli occhi belli della ragazza che gli ha rubato il cuore (‘Strigneme chiu’ forte cu sti braccia senza bene, Dimme na parola ca me lassa e me trattene, Pittalo stu cielo cu ‘na finta primmavera, Fatt’aspettà ancora addò saccio ca nun viene’)”.
La nona canzone è ‘Ammore è dà’:
“Non c’è amore più bello che dare (‘Ammore è quanno si cuntento ‘e ‘na carezza ca ‘he fatto, a chi ha fernuto ‘o curaggio’). Questo è l’unico pezzo non inedito, difatti è uscito nel 2012. Ma in quest’opera lo canto insieme a 8 bravi cantanti napoletani: Mavi Gagliardi, Livio Cori, Fabiana Martone, Rosario Miraggio, Emiliana Cantone, Andrea Sannino, Milly Ascolese e Gianluca Capozzi. Credo di avere messo insieme tante belle voci che si sono confrontante con quel che reputo un bel pezzo. Ci siamo fatti un regalo a vicenda”.
L’album si chiude con ‘Campiò’:
“Una dedica, il mio ultimo abbraccio a Diego Armando Maradona. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di frequantarlo, Diego era una persona buona e umile. (‘Ricorde se scetano, Bandiere che cantano, Feneste che chiagnene, E tutt’ attuorno sape ‘e te’)”.
Nel disco hanno suonato Nuccio Tortora (pianoforte, tastiere e programmazione computer), Paolo Del Vecchio (chitarra classica, acustica, portoghese, elettrica, bouzouki, ukulele), Pippo Matino (basso), Pippo Seno (chitarre elettriche), Brunella Selo & Mario Castiglia (cori nei brani ‘Cattivo penziero’, ‘Ammore è dà’, ‘Campiò’), Francesco Di Cristofaro (bansuri nel brano ‘Uocchie belle’, fisarmonica nel brano ‘Pane e canzone’ e rebab nel brano ‘Chillo e comm’ ‘a te’), Agostino Mennella (batteria elettronica nel brano ‘Pane e canzone’), Albany Orchestra (archi scritti e diretti da Nuccio Tortora).


IL LIBRO
IL POETA CHE NON SA PARLARE
Prefazione di Nicola Lagioia Baldini+Castoldi, Milano 2021
«Nino D’Angelo ha tracciato un solco ulteriore dentro cui far scorrere il mare inesauribile della musica napoletana, conquistando una popolarità al tempo stesso inebriante, commovente e difficile da gestire. Tutto questo Nino lo condivide da sempre e adesso ha deciso di fissarlo sulla pagina, il che significa aprirsi ancora di più. Tra il bambino in apparenza sprovvisto di tutto e l’adulto di successo, tra Gaetano e Nino, c’è insomma un’avventura lunga una vita. Questo libro la ripercorre con onestà e generosità.» N. Lagioia
La vita di Nino D’Angelo non è una favola, è l’emblema del cambiamento. La sua è una storia unica eppure esemplare: nato nella periferia napoletana, ha corso più veloce della miseria e ha realizzato il sogno di fare il cantante. Lui che è stato prima “il caschetto biondo” – neomelodico prima ancora che questo genere esistesse – e poi l’artista che evolve, che produce poesia, che rivoluziona la sua musica e i suoi dischi, fino a comporre anche per il cinema di qualità, raccoglie ora in questo libro alcuni frammenti della sua vita, la sintesi dei suoi stati d’animo, e traccia la sua storia personale e artistica.

Questo volume potrebbe assomigliare a un’autobiografia, ma è in realtà molto di più: più che seguire un ordine cronologico, fa proprio l’andamento ondivago della memoria, che accarezza, accelera, che rallenta per ricordare un amico, un luogo, un aneddoto del passato; in queste pagine, scritte con ironia e leggerezza, ma segnate anche da tanta drammaticità e lirismo, si ha l’impressione di scavare in profondità e di arrivare a conoscere, di quello che è ormai un simbolo della canzone napoletana, anche le pieghe più intime, i trascorsi più remoti, i pensieri più veri.
Il risultato è un affresco di luoghi e persone – dall’estrema periferia alle luci della ribalta, da
Forcella alla vertigine del successo –, ma è anche e soprattutto un ritratto di un mondo che – sembra dirci Nino D’Angelo – forse ha molto da insegnare: un universo di povertà e dolore, ma fatto di piccole cose, di amicizie sincere, di famiglie numerose che si aiutano, di scherzi e scazzottate, un mondo in cui nessuno si salva da solo e in cui si può ridere di tutto, anche della miseria.
IL TOUR
IL POETA CHE NON SA PARLARE
‘Il Poeta che non sa parlare’ è anche un tour (prodotto dalla Di.Elle.O. e distribuito dalla Stefano Francioni Produzioni) che prenderà il via il 3 marzo 2022 dal Teatro Massimo di Pescara. I biglietti sono in vendita su ticketone.it e nei punti di vendita autorizzati.
Di seguito le prime date:
3 marzo 2022 – Teatro Massimo di Pescara
(recupero concerto del 21 novembre 2021)
9 marzo 2022 – Teatro Golden di Palermo
(recupero concerto dell’8 dicembre 2021)
10 marzo 2022 – Teatro Metropolitan di Catania
(recupero concerto del 7 dicembre 2021)
11 marzo 2022 – Teatro Palacultura di Messina 14 marzo 2022 – Teatro Orfeo di Taranto
18 marzo 2022 – Teatro Colosseo di Torino (recupero concerto del 7 novembre 2021)
26 marzo 2022 – Teatro Nestor di Frosinone
(recupero concerto del 18 dicembre 2021)
27 marzo 2022 – Auditorium Conciliazione di Roma
(recupero concerto del 20 novembre 2021)
9 aprile 2022 – Teatro Palapartenope di Napoli
(recupero concerto del 26 dicembre 2021)
11 aprile 2022 – Teatro degli Arcimboldi di Milano
(recupero concerto del 4 novembre 2021)
22 aprile 2022 – Teatro Europa di Aprilia (Lt) 23 aprile 2022 – Teatro Team di Bari (recupero concerto del 27 dicembre 2021)
7 maggio 2022 – Teatro Regio di Parma
I biglietti già acquistati per i concerti del 2021 rimangono validi per i recuperi corrispondenti del 2022.

Credits; Pino Polesi

Comunicato Stampa

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