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Elisabetta Mirra: “fin da piccola ho capito che fare l’attrice era la mia strada!”

Elisabetta Mirra, classe 1994. Una ragazza, un’attrice che sa quello che vuole, lo ha sempre saputo fin da piccola e lavora sodo per ottenerlo. Adesso la vediamo in scena al Teatro Diana con “Mettici la Mano” insieme a Milo e Falivene. Uno spin-off del Commissario Ricciardi, nato sempre dalla penna di Maurizio De Giovanni.

Noi della Redazione di Occhio All’Artista Magazine l’abbiamo intervistata per i nostri lettori.

Elisabetta Mirra adesso in teatro con “Mettici la mano”. Il tuo ruolo? Ci racconti…

Il mio ruolo è quello di Melina, il suo vero nome è Carmela Caputo. Una sguattera ventenne che ha lavorato presso il palazzo del Marchese di Roccafusca. Si ritrova in questo scantinato per colpa dei bombardamenti, siamo nel 1943. Napoli è nei pieni bombardamenti. Lei si ritrova in questo scantinato, arrestata dal Brigadiere Maione per un crimine… meglio però non “spoilerare” tutto …

Sei in scena con Antonio Milo ed Adriano Falivene. Come ti sei trovata?

Io con Adriano ho già lavorato per tanto tempo, abbiamo fatto insieme quasi quattro anni di tournée, c’è un rapporto di stima e amicizia, certo ritrovarsi insieme è stata una bella emozione. Per quanto riguarda Antonio Milo è stata una bellissima scoperta, perché come il personaggio del Brigadiere Maione è un brigadiere “buono”, anche lui nella vita è una persona buona. Quello che dico spesso, dato che il mio personaggio ha un cambiamento emotivo molto forte, stare in scena con due attori, colleghi di cui ti fidi sei portato a dare di più, sapendo di essere aiutata da loro… mi hanno aiutata a creare un’atmosfera “tranquilla e sicura” affinché io potessi toccare delle corde emotive molto forti.

Sarete ancora in scena al Teatro Diana fino al 21 novembre. Lo spettacolo sarà portato anche in giro?

Si, per quest’anno dopo il Diana gireremo un po’ tutta la Campania tra Pomigliano d’Arco, Acerra, Pompei... L’unica data fuori la Campania sarà Avezzano. Poi dall’anno prossimo dovremmo girare tutta Italia.

Come hai capito che volevi fare l’attrice?

Ho questo sogno da quanto ero bambina, sono sempre stata a Teatro. Vidi una Commedia di Vincenzo Salemme “E’ fuori Nevica”… avevo cinque anni. Quando vidi questa commedia, aldilà delle grandi risate, perché è molto divertente ma allo stesso tempo molto poetica, ricordo il momento in cui mi innamorai del teatro… eravamo fuori al Teatro Diana, uscendo fuori c’era la neve artificiale, io pensai che fosse neve reale ed esclamai “ma sta nevicando” e da lì mi innamorai di quella che io trovo sia la magia del teatro!

Elisabetta, ti si è laureata all’Accademia, hai fatto tanto teatro, ma hai anche recitato al cinema al fianco della Golino. Che emozione è stata recitare con lei? Ami più il teatro o il cinema?

Io prediligo il teatro, per me è una passione incondizionata. Certo fare un bel film ti da soddisfazioni. Quello con la Golino “Per amor vostro” è stata la mia prima esperienza, professionalmente parlando. Ero al terzo anno dell’Accademia. Feci il provino, lo vinsi e fui convocata. E’ stata una bellissima esperienza, anche perché il film fu candidato al Festival Di Venezia.

Il cinema è sicuramente diverso, hai la possibilità di replicare in caso di errore, a teatro questo non è possibile. Anche il ruolo nel film era “particolare”. Vestivo i panni di una ragazza Santina, di una famiglia che viveva tra Ponticelli e Barra, questa ragazza era molto particolare…vestiva con giubbini di pelle, pellicce, la parrucca… era molto appariscente! Fino a quando ha uno scontro con Valeria Golino che nel film era mia madre. Anche qui, quella scena richiedeva una forte emotività. Ciò che ricordo che quando dovetti recitare questa scena sul set la concentrazione, paradossalmente, fu ancora maggiore perché sul set ci sono i fermi, non ti fai un percorso dall’inizio alla fine che ti porta a quella commozione, ma sei continuamente interrotta da qualsiasi rumore o problema e devi cominciare da capo.  Mentre il teatro ti da il modo di creare la scena, la storia dall’inizio alla fine. Quindi direi che sono entrambi belli, ma con emozioni diverse.

Progetti futuri?

Si, a febbraio dovrei cominciare un altro spettacolo provato già durante il lockdown dal titolo “Servo di scena” con Geppy Gleijeses che porteremo in scena tra febbraio ed aprile a Roma e poi in tutta Italia. Il mio ruolo qui sarà quello di una giovane attrice, un po’ “frivola”.

Una curiosità… sei stata davvero brava in scena, noi della redazione ti abbiamo vista e sappiamo che a breve partiranno le nuove registrazioni del Commissario Ricciardi… ci sarà la possibilità di vederti in qualche episodio?

Chissà, bella domanda! Al momento i provini ancora non sono stati fatti… la regia cambierà. Non essendoci più Alessandro che ha curato anche la regia di “Mettici la Mano”… lui avrebbe potuto pensare subito nel caso in cui ci fosse stato un ruolo adatto a me in questi episodi… quindi sarà tutto da vedere!

Un saluto ai lettori di Occhio All’Artista Magazine.

Il mio saluto è “vi aspettiamo a teatro con Mettici la Mano”, provate a venire fino al 21 novembre saremo in scena al Teatro Diana di Napoli.  E speriamo che questo periodo veramente difficile per tutti possa passare presto. Se volete trascorrere una serata diversa, senza pensare io, Elisabetta vi aspetto a Teatro!

Alessandra Vergara

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