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Giorgia Trasselli: “Lo spettacolo, l’arte fa bene allo spirito”.

Chi di noi non conosce la Tata nella sit com Casa Vianello a fianco di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, iniziata nel 1988 e conclusasi nel 2007.
Avete capito di chi stiamo parlando?
Ebbene sì… Proprio lei… Giorgia Trasselli… una grande attrice di grande successo!!!
Noi di occhio all’artista magazine l’abbiamo contattata ed intervistata per voi…
Come e quando inizia la sua carriera di attrice?
Il desiderio e la passione di calcare il teatro c’è stato da sempre… fin da bambina.
Ogni bambino salta sulla sedia, canta  la canzoncina di natale, viene applaudito dai parenti si interpretano mille personaggi, oggi lo vivo anche io con la mia nipotina.
Ma molto probabilmente il desiderio di fare la attrice ha iniziato a concretizzarsi meglio alle scuole superiori quando le miei insegnati ci portavano nei vari teatri di Roma. Io nasco e vivo a Roma quindi stiamo parlando dell’Eliseo, del Quirino, dell’Argentino dove incontravamo il “grande Teatro” che si faceva all’epoca.
Un grande Teatro… mi ricordo personaggi meravigliosi, attori formidabili che oggi i più giovani non vedono più!!! Invece penso che anche oggi si dovrebbe apprendere, non per stare attaccati al passato, ma per apprendere dalla tradizione tutto ciò che di meraviglioso possiamo poi riversare nel presente e che poi sarà il futuro.
Ecco tutto inizia in quegli anni…
Poi mio padre mi iscrisse all’università, studiavo letteratura inglese… in corso d’opera ho iniziato ad appassionarmi alla letteratura russa e così decisi di cambiare percorso.
Conobbi un professore meraviglioso Angelo Maria Ripellino uno slavista , poeta, critico teatrale dell’espresso, un uomo di una cultura immensa. Organizzó un seminario, oggi diremo workshop, con tantissimi studenti dei suoi corsi di letteratura ceca, russa ed io mi iscrissi subito, partecipando così ad uno spettacolo.
Lì per la prima volta mi vide Giancarlo Sammartano, professore di storia del teatro all’università e regista, un grande regista all’epoca… beh lui mi notó e mi chiese di entrar a far parte della sua compagnia teatrale, da quel momento tutto ha preso un’altra strada!!!
Lei ha fatto tante cose tra cinema teatro e tv. A cosa si sente più legata?
Mi sento legata a quello che di buono c’è  (sorride, ndr)a quello che di buono mi è parso di aver fatto o di fare nel presente…
Mi sento legata al mio lavoro in generale.
Che si tratti di cinema, televisione o teatro il legame c’è con la tua fatica, con le tue domande che spesso e volentieri non trovano le risposte cosi rapidamente.
Ti senti legata a quella compagnia di teatro, perché il testo è meraviglioso, il regista è fantastico e senti che stai facendo un buon lavoro.
Oppure ti senti legata a quel set perché anche lì magari ti trovi con persone meravigliose e si sta facendo un buon lavoro.
Quindi direi mi sento legata a tutto quello che in fondo ho fatto, ecco risponderei così.
Probabilmente il legame, diciamo quello più profondo, più forte e più costante nel tempo è quello con il teatro perché è da lì che sono nata ed è quello che ho sempre continuato a fare.
Ovviamente sono legatissima a “Casa Vianello” questo è innegabile!!! Se dovessi pensare alla televisione a questa sit-com.
Inoltre ritengo che tutti i mezzi espressivi siano  importanti: il cinema ha una sua tecnica, il teatro ne ha un’altra; la televisione un’altra ancora…siamo noi attori ad adeguarci, a fare nostra quella interpretazione e quell’ambientazione, sia essa davanti ad una macchina da presa o davanti ad una telecamera o ancora su un palcoscenico.
Per tanti anni è stata la Tata di Casa Vianello, tutti noi l’abbiamo amata e ancora la ricordiamo con molto affetto. Quanto è legata a questo personaggio?
Sono legatissima al personaggio della Tata!
I suoi “grembiulini” (sorride, ndr) li ho vestiti per vent’anni,  ebbene sì mancava davvero poco ai venti.
É un personaggio che all’inizio un po’ mi intimoriva, mi intimidiva perché non sapevo neanche come interpretarla.
E poi la televisione è diversa dal teatro… diciamo che è un lavoro che si fa strada facendo gli autori scrivono velocemente.
C’è da dire che gli autori  erano molto bravi, ricordo G. Avellino, A. Consarino, Sandro Continenza, Raimondo Vianello stesso che si adeguavano molto alla situazione, agli attori che avevano di fronte.
C’è stato anche un momento in cui, quando si è più giovani, un personaggio inizia ad andarti “stretto” e così accadde anche a me.
Oggi invece sono molto grata alla Tata.
 Mi ricordo ancora le parole di un funzionario molto importante che mentre parlavamo mi disse “lei resterà nella storia della televisione”.
Oggi Casa Vianello è davvero dentro la storia della televisione italiana ed io di questo sono molto grata e mi ritengo molto fortunata ad aver vestito quei panni.
Il 15 aprile è stato il 10 anniversario della morte di Raimondo Vianello…un suo ricordo del signor Vianello e della signora Mondaini. 
Si sono dieci anni che Raimondo è venuto a mancare, manca… manca moltissimo veramente… eh si il termine giusto è mancare!! A me manca molto lui, Sandra, “Casa Vianello” … quel tipo di televisione.
Raimondo ricordo della prima volta quando l’ho conosciuto al provino…ero intimidita da questa personalità così bella, forte, interessante, ma allo stesso tempo così anche divertente, signorile. Ricordo di quando mi diede del tu la prima volta a Milano dopo aver girato tutta la prima serie a Roma era risaputo nell’ambiente Raimondo dava sempre del lei. Ho mille ricordi… una volta si presentò vestito da ammiraglio e Sandra stessa guardandolo in questa divisa bianca, immacolata meraviglioso, lui così alto, così elegante nella camminata nel muoversi gli disse: “Raimondo quanto sei bello” e gli mise una mano sul petto.
Un ultimo ricordo che ho di Raimondo quando andai a trovarlo al San Raffaele di Milano, stava molto male.
Parliamo di dicembre io lo andai a trovare fu un ricordo meraviglioso molto tenero. Io gli ricordai di quante ne avessimo combinate insieme, quanti calci mi dava inseguendomi dietro il divano di casa Vianello, ricordo che lui poggió la sua mano sul mio ginocchio e mi rispose dicendomi “ eh si, quante ne abbiamo fatte!”.
Quella fu l’ultima volta che lo vidi vivo.
Come sta vivendo e cosa sta facendo in questo particolare momento che l’Italia sta vivendo?
In questo momento mi trovo a Trento da mio figlio, mia nuora e dalla mia nipotina.
Ero venuta qui dopo la sospensione della tournée.
Ero in tournée con Lello Arena con due spettacoli meravigliosi che portiamo in giro da anni “Parenti Serpenti” e “Miseria e Nobiltà” per la regia di Luciano Melchionna, uno spettacolo che continuiamo a portare avanti grazie alla grande richiesta del pubblico. Eravamo così felici di essere in scena, avremmo dovuto continuare ad andare in giro per teatri e poi poi c’è stato questo lockdown di tutto il Paese.
 Ora mi trovo qui a Trento ad aiutare mio figlio che insegna all’università e mia nuora che lavora in un ufficio. Come ben sapete con le scuole chiuse con i bambini è difficile.
Ora faccio la “nonnasitter”!! Dovevo stare una settimana ma poi con le restrizioni non sono potuta andar via e chissà quando tornerò a Roma.
Sicuramente stiamo vivendo questo periodo consapevolmente e coscientemente, a volte penso che a me è andata bene perché sono in famiglia. Sa tutti insieme ci si organizza, si parla, si ride, si scherza.
Con Elettra, la mia nipotina, non ci si annoia mai!!!
Devo dire che anche in questa circostanza sono stata fortunata!
 Posso ben immaginare che per tanti altri non sia stato e non è semplice.
Non smetto di pensare  a tutti coloro che hanno indossato e indossano la mascherina 24h al giorno: medici, infermieri e a tutti i lavoratori che ci sono stati vicino in questo periodo.
Il mio auspicio è che si torni veramente a vivere presto.
Un consiglio che lei si sente di dare agli italiani, ma soprattutto alla categoria dei lavoratori dello spettacolo e dell’intrattenimento in questo momento così difficile…
Non ho consigli… sono davvero incapace a darne…
Ci sono persone più in gamba di me, sicuramente più esperte ed appropriate nel dare consigli e suggerimenti.
Posso solo chiedere a tutti di seguire quelle che sono le regole, le normative perchè probabilmente solo così ne usciremo, come sto facendo d’altronde anche io.
Ringraziamo di essere ancora qui a parlarne.
Penso a tutti gli amici e a tutte le città dove ci sono stati i focolai…hanno vissuto momenti bruttissimi!
Per quando riguarda il nostro settore il mondo dello spettacolo, una nota polemica non la posso evitare!!!
Ahimè noi siamo sempre gli ultimi ad essere presi in considerazione, ma questo da sempre!!!
Attori, cantanti, ballerini, performer, musicisti, coristi, danzatori… parliamo dell’arte in generale… noi siamo quelli che ci sono o non ci sono si campa lo stesso!!!
Ma proviamo a pensare a lungo termine…togliendo cinema, teatro, divertimento in tutte le sue forme inizia la depressione, ci si deprime lo spirito.
La nostra anima è fatta anche di questo, altrimenti non si vive, ma si sopravvive!!!
Un suo saluto personale ai lettori di Occhio All’Artista Magazine
Io vi dico grazie per avermi ascoltata.
Vi mando un abbraccio per ora virtuale.
Poi chissà…un giorno ci potremo incontrare, conoscerci, riconoscerci, guardarci negli occhi e abbracciare realmente!!!
Voglio rivolgere il mio saluto ed un grande grazie per avermi seguita e per avermi ascoltata a tutti quanti i lettori di Occhio All’Artista Magazine.
Grazie Grazie Grazie e a presto.
Giuseppe Nappa

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