Dalle Radici al Mito: Assunta Pacifico A figlia d’o’ Marenaro, la Regina del Mare che ha Conquistato il Mondo

“A Figlia d’ ’o Marenaro” non è solo un’insegna iconica; è il manifesto di una donna che ha trasformato la fatica in oro e il mare in un destino. In questa conversazione intima con Francesco Boemio e Giuseppe Nappa, Assunta Pacifico si mette a nudo, raccontando la genesi di un impero nato dal cuore e costruito con le mani.

Il Sacro Valore della Memoria: Tra Pizza e Infanzia

Giuseppe Nappa: Assunta, il tuo nome è legato indissolubilmente ai sapori del mare, eppure la pizza ha un ruolo centrale nel tuo ristorante. Com’è nata questa scelta?

Assunta Pacifico: È una scelta d’amore e di radici. Sono cresciuta con il profumo del lievito nelle narici; da bambina a Porta Capuana lavoravo duramente, senza sosta. Il pizzaiolo accanto a noi era il mio complice: quando la fame si faceva sentire tra una commissione e l’altra, lui mi chiamava e dividevamo una pizza quasi in segreto. Non sono figlia d’arte nel senso stretto della panificazione, ma per me la pizza è l’infanzia. È un rito sacro che volevo proteggere e onorare nella mia “casa”.

Il Ritorno a Casa: La Scommessa di Via Foria

Giuseppe Nappa: La tua storia ha attraversato i confini nazionali prima di radicarsi definitivamente in Via Foria. Ci racconti il momento in cui hai capito che il tuo futuro era qui?

Assunta Pacifico: Dopo il matrimonio a 28 anni, mi trasferii in Germania. Ma Napoli mi scorreva nelle vene. Al primo soffio di primavera, il mio pensiero volava al Giovedì Santo, alle tradizioni della mia terra. Dissi a mio marito: “Io qui appassisco, ho bisogno della mia città”.

Tornai in avanscoperta e puntai gli occhi su quella che allora era solo una piccola pizzeria di passaggio. Mi dissero di no, inizialmente. Ma il destino ha strade curiose: il proprietario venne a cercarmi fin sotto il ristorante di mio padre. Nel 1990 presi la licenza e nel ’91 iniziai la mia rivoluzione. Da un piccolo ingresso e poche sale, con un sacrificio immenso, abbiamo annesso spazi e storie, rendendo la struttura il tempio della zuppa di cozze che è oggi.

L’Eredità dei Giganti: Mamma e Papà

Francesco Boemio: Il nome del ristorante è un omaggio eterno a tuo padre. In che modo la tua famiglia ha forgiato l’imprenditrice che vediamo oggi?

Assunta Pacifico: I miei genitori erano titani del lavoro. Mia madre era una forza della natura, instancabile, una donna di una disciplina ferrea. Mio padre, a volte, cedeva alla stanchezza, ma lei non arretrava mai. Se devo essere sincera, la mia infanzia è stata diversa da quella delle altre bambine: non ho conosciuto la serenità di una cena in famiglia o dei genitori che tornano a casa la sera. Il mio parco giochi è stato il bancone del ristorante. Un ricordo dolceamaro che però mi ha dato la tempra per non mollare mai.

La Ricetta del Successo Globale: Passione e Verità

Francesco Boemio: Oggi sei un simbolo riconosciuto a livello internazionale. Qual è il segreto per mantenere questo standard per decenni? È solo una questione di qualità?

Assunta Pacifico: La qualità è la base, ma il motore è la passione. Questo mestiere è totalizzante: o lo ami o lo odi, non esistono vie di mezzo. Richiede una devozione che ti strappa tempo agli affetti, che cancella i giorni festivi.

Io ho lottato per dare ai miei figli ciò che io non ho avuto: l’istruzione. Io ho potuto frequentare solo fino alla seconda elementare; mi addormentavo sul banco perché lavoravo di notte. La mia maestra, con una sensibilità che non dimenticherò mai, chiedeva agli altri bambini di fare silenzio per lasciarmi riposare. Quel senso di umiliazione e fatica si è trasformato nella determinazione di oggi.

Il Futuro: I Nipoti e la Continuità

Giuseppe Nappa: Oggi sei mamma e nonna. Si percepisce una luce diversa quando parli dei tuoi nipoti…

Assunta Pacifico: I nipoti sono la mia vita, il mio respiro. Si dice che l’amore per i nipoti sia più forte di quello per i figli, ed è vero: con loro cerchi di recuperare ogni carezza, ogni minuto che il lavoro ti ha tolto quando eri un giovane genitore.

Speravo per i miei figli una vita meno dura della mia, ma loro hanno scelto questo cammino per onorare i sacrifici miei e di loro padre. Vedere mio figlio Giuseppe tornare alle tre di notte e ricominciare all’alba, con la stessa stanchezza ma la stessa luce negli occhi che avevo io… è la mia vittoria più grande.

Napoli nel Cuore e nel Mondo

Giuseppe Nappa: Sei diventata un’ambasciatrice della napoletanità. C’è ancora un sogno che vorresti realizzare?

Assunta Pacifico: Onestamente? Mi sento appagata. Ho portato l’orgoglio di Napoli ovunque. Quello che spero è che la mia città venga amata per ciò che è: un luogo di persone che mettono il cuore in ogni gesto. Ci dicono che facciamo “sceneggiate”, ma la verità è che siamo solo profondamente autentici.

Francesco Boemio: Se guardi indietro a questi 57 anni di carriera, qual è il frame, l’immagine che ti emoziona di più?

Assunta Pacifico: Il giorno dell’inaugurazione. C’era chi scommetteva contro di me, chi diceva a mio padre che in questa zona non avrei combinato nulla. Vedere quella fila infinita di persone, quel successo immediato e travolgente… è stata la risposta del destino alla mia fede. Ma la gioia più pura, quella che non ha prezzo, resta la nascita dei miei figli. Tutto il resto è stato costruito per loro.

Ph. Vincenzo Burrone

Giuseppe Nappa

Francesco Boemio

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