Nella prestigiosa sede dell’Ordine dei giornalisti, venerdì 27 si è svolta una presentazione intensa e partecipata, capace di trasformarsi in un momento di riflessione non solo letteraria, ma anche umana e civile: la presentazione del thriller psicologico “Sorella morte”, scritto dal magistrato Paolo Itri. A moderare l’incontro il vicepresidente Mimmo Falco, con i saluti istituzionali affidati al presidente Ottavio Lucarelli, che hanno sottolineato il valore culturale dell’iniziativa e la capacità del volume di coniugare narrazione e profondità tematica. Il romanzo si inserisce nel solco del thriller psicologico, intrecciando elementi autobiografici a una struttura narrativa solida e credibile, tra documenti, lettere e vicende realmente accadute rielaborate in chiave narrativa. Nel corso del dibattito, Itri ha raccontato la genesi dell’opera e ha affrontato temi che vanno dalla memoria familiare alla dimensione psicanalitica, fino al rapporto tra letteratura, informazione e società contemporanea, richiamando l’attenzione sul valore della lettura e sulla necessità di un giornalismo fondato sui fatti. Un dialogo ricco e articolato, che ha fatto da cornice all’intervista al presidente Mimmo Falco, che verte sull’importanza culturale di tale presentazione. Segue qui.

–Siamo qui con il vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Domenico Falco, in amicizia Mimmo, che ha presentato oggi, insieme al presidente Lucarelli, il libro “Sorella Morte” del magistrato Paolo Itri. È stato un incontro appassionante e curioso perché intriso di cronaca, anche in un certo modo in questo racconto, in questo thriller. Qual è l’importanza di presentare all’Ordine dei giornalisti un libro di questa caratura?
Noi, come Ordine dei giornalisti, abbiamo aperto le porte della nostra istituzione alla città, alla cultura, alle iniziative che mettono in risalto la volontà di riprendere un discorso di valorizzazione del Mezzogiorno. Noi non possiamo essere un ordine chiuso all’interno, senza avere un rapporto con il mondo culturale, con le professioni, con coloro i quali rappresentano, nella vita normale, delle eccellenze. Questo libro è meraviglioso perché racconta dei fatti veramente accaduti nella regione Campania; racconta anche, come un thriller, come un giallo, una serie di fatti che bisogna veramente leggere. Il libro di Paolo Itri è un’occasione per mettere insieme cultura, informazione e soprattutto la partecipazione delle persone.

-Vicepresidente, l’ultima domanda che voglio fare è: qual è l’importanza, in un mondo in continua espansione, anche col digitale come lei ricordava prima, di valorizzare il romanzo e la lettura? Il giornalista che ruolo deve avere in questa promozione?
Noi giornalisti dobbiamo invitare i giovani alla lettura, all’approfondimento, alla capacità di discernimento. E questo si può fare solo leggendo giornali e libri. Purtroppo oggi assistiamo a una decadenza della lettura e questo è un fatto estremamente negativo.
–Grazie, Vicepresidente Falco.
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Ph. Vincenzo Burrone
Francesco Boemio

