
NAPOLI – Ci sono serate in cui il teatro smette di essere solo un palcoscenico per diventare un tempio del ricordo e dell’emozione. È quanto accaduto ieri sera al Trianon Viviani, dove Francesca Marini ha portato in scena “Riggina d’ ‘e ccanzone”, un omaggio sublime e vibrante alla leggendaria Giulietta Sacco.
Una voce che incanta, un cuore che ricorda
Non è stato un semplice concerto, ma un atto d’amore. Francesca Marini, artista con la “A” maiuscola, ha affrontato il repertorio della Sacco con una cifra stilistica rara: un mix perfetto tra umiltà devota e potenza interpretativa. La sua voce, capace di sfumature cristalline e affondi viscerali, ha restituito al pubblico l’anima di brani che hanno segnato la storia della canzone napoletana, regalando brividi autentici a una platea visibilmente commossa.

Una macchina scenica impeccabile
Lo spettacolo, diviso in due tempi, ha goduto di un’impalcatura narrativa e musicale di altissimo profilo:
• I testi di Roberto Criscuolo: Hanno saputo tessere una trama narrativa delicata e profonda, capace di contestualizzare la grandezza di Giulietta Sacco senza mai cadere nella retorica.
• Gli arrangiamenti di Peppe Fiscale: Il Maestro ha curato arrangiamenti eleganti e moderni, dirigendo un’orchestra che ha dialogato in stato di grazia con la voce della Marini.
Consulanza d’immagine e Make-up a cura di un nome che ha fatto e continua a fare storia Renè Bonante. Mentre la rielaborazione video sono stati a cura di VicentArt.
Il verdetto del pubblico
L’atmosfera al Trianon era elettrica. Ogni nota di Francesca Marini è stata accolta da un silenzio quasi sacrale, interrotto solo da scroscianti applausi che hanno suggellato una performance sensazionale. La Marini ha dimostrato, ancora una volta, di essere una delle interpreti più complete e intense del panorama contemporaneo, capace di raccogliere un’eredità pesantissima e di farla risplendere di luce propria.
Napoli ha ritrovato la sua “Riggina” attraverso la voce di un’altra grande protagonista della nostra musica. Una serata da incorniciare, che resterà a lungo nel cuore di chi ha avuto il privilegio di ascoltare.
Giuseppe Nappa

