In occasione di una nuova tappa del tour di “Passioni Senza Fine”, abbiamo avuto ai microfoni di Occhio all’artista magazine Giuseppe Consentino, regista, sceneggiatore e scrittore, per ripercorrere le tappe di un progetto di grande gittata. Nell’elegante cornice di Cava de’ Tirreni, nel Bar Lorì che esalta la cultura e l’arte, ha raccontato di come la sua ideazione, nata come radiodramma nel 2011, è oggi giunta alla sua quindicesima edizione e alla consacrazione editoriale in forma di romanzo. Un dialogo che attraversa teatro, editoria e nuovi linguaggi digitali, fino alle più recenti esperienze nazionali, come la partecipazione a Casa Sanremo Writers, confermando un percorso artistico coerente e in continua evoluzione. Sotto la guida del giornalista Antonio Di Giovanni, e la presenza del giornalista Giuseppe Nappa che ne ha curato la prefazione, Cossentino ha raccontato la genealogia di Passioni senza fine, non solo un romanzo rosa, ma un vero e proprio documento socioculturale che testimonia uno sviluppo: quella dello borghesia napoletana, che procede secondo schemi morali e moralistici, che rimane oggi sempre un po’ uguale a ieri.
Segue l’intervista.
–Siamo qui questa sera, in questo elegante locale di Cava de’ Tirreni, insieme a Giuseppe Consentino, regista, sceneggiatore e scrittore, ospite dello splendido conduttore radiofonico Antonio Di Giovanni. Siamo a un’altra tappa del tour di Passioni Senza Fine. Qual è l’emozione di toccare così tante città, non solo in Campania ma in tutta Italia?
L’emozione è davvero tanta, perché non è scontato riuscire a portare avanti un percorso così lungo e articolato. Basta ricordare le tappe con doppia data a Brancaleone, nel Reggino, ad Amantea, nel Cosentino, poi in Basilicata, a Casa Sanremo Writers lo scorso anno, ad Afragola dove sono stato premiato con il gagliardetto della mia città, fino alla Fiera del Libro e dell’Editoria di Trani. È un tour completo e variegato.
–Questa è la quindicesima edizione di Passioni Senza Fine, che in realtà nasce come radiodramma.
Esatto. Siamo alla quindicesima edizione del radiodramma. La pubblicazione in forma di romanzo, invece, è del 2024: la prima uscita risale all’8 gennaio 2024, pubblicata da un editore indipendente con la collaborazione del giornalista Giuseppe Nappa, direttore di Occhio All’Artista Magazine, al quale mi lega un’amicizia ventennale. Passioni Senza Fine per me rappresenta gli inizi della mia carriera e il mio esordio nel mondo dello spettacolo, avvenuto il 28 febbraio 2011, data della prima puntata. È un progetto che quest’anno celebra un anniversario importante.
–Proprio in relazione a questo quindicesimo anniversario: da dove nasce, due anni fa, l’esigenza di trasformare il radiodramma in un romanzo? Di passare quindi dall’ascolto, che permetteva agli ascoltatori di immaginare le storie di questa Napoli borghese, alla lettura, rendendole fruibili attraverso l’immaginazione visiva?
L’idea nasce anche dall’evoluzione del web negli ultimi anni. Con l’esplosione dei social come Instagram e altre piattaforme, si è creata una grande confusione tra qualità e quantità. Oggi chiunque può aprire un profilo e definirsi una star del web: c’è chi pubblicizza prodotti facendo le pulizie di casa, chi improvvisa una carriera musicale senza una vera formazione.
Io sono nato nel web quando ancora non era così evoluto: non esistevano podcast, Instagram o WhatsApp. Ho sentito quindi l’esigenza di dare un’evoluzione qualitativa al progetto, raccogliendo tutte queste storie in un romanzo, anche per offrire al pubblico che negli anni ha seguito le vicende delle famiglie protagoniste – come i Marasco e i Buonocore – un’opera più strutturata e duratura.
–Evitiamo di anticipare la trama e rimandiamo direttamente alla lettura del libro. Vorrei invece chiederti del tuo percorso professionale e della nuova avventura che si profila a breve: la partecipazione, per la terza volta consecutiva, a Casa Sanremo Writers.
Sì, quest’anno è la terza volta a Casa Sanremo Writers, uno dei salotti culturali più ambiti del panorama nazionale, che si svolge a Casa Sanremo durante i giorni del Festival della Canzone Italiana. È sempre un’esperienza di grande prestigio e confronto, che mi permette di presentare il mio lavoro in un contesto autorevole e stimolante. Sarò l’ con il mio ultimo lavoro, scritto a quattro mani con Nunzio Bellino, “Cuore elastico”.
-Noi di Occhio all’artista magazine ti seguiremo certamente! Grazie.

Francesco Boemio

