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Il ponte sonoro tra Algeria e Napoli: Khatir fa il bis a Casa Sanremo Live Box

Un ponte tra due sponde del Mediterraneo, unito dalla forza della musica. Icantante napoletano-algerino Khatir si accinge in questa settimana a partecipare a uno degli eventi più illustri della settimana: la sua seconda volta al contest di Casa Sanremo Live Box, evento ufficiale della famosa kermesse. Khatir scopre la sua vocazione a soli dieci anni, grazie al professore Francesco Lauro, iniziando a cantare alle recite scolastiche e poi studiando nella sua scuola di musica. Da quel momento il canto diventa parte integrante della sua vita. Per lui esibirsi significa libertà: è il modo più autentico per esprimere emozioni che intrecciano orgoglio, gratitudine e rivincita. Le sue origini algerine si fondono con l’anima napoletana in un mix di tradizione araba, ritmo Raï e sonorità partenopee, trasformando la diversità in un messaggio di integrazione e dialogo culturalecredendo in un equilibrio tra tecnica e sentimento. Conquista a Casa Sanremo la borsa di studio e il diploma Performer 4.0, ha segnato una tappa fondamentale del suo percorso, dedicata ai genitori e ai loro sacrifici.

Ora torna a Sanremo con l’obiettivo di crescere ancora, raggiungere nuovi pubblici e dimostrare che passione e determinazione possono trasformare un sogno in realtà.

Segue la chiacchierata con lui.

Come arriva nel mondo della musica? Ricorda la sua prima esperienza?

Sono entrato nel mondo della musica da piccolo, grazie al professore di musica Francesco Lauro. Avevo circa 10-11 anni e ho iniziato a cantare alle recite di fine anno scolastiche. Da lì ho capito che la musica era la mia passione. Mi sono iscritto alla sua scuola di musica per fare lezioni di canto e da quel momento la musica è diventata parte di me.

Quali sono le emozioni dell’espressione musicale?

Quando canto mi sento finalmente libero di essere me stesso ed esprimere le mie emozioni. Essere algerino e diverso mi ha insegnato a trasformare ogni difficoltà in forza. Penso alla mia famiglia e ai sacrifici che hanno fatto lasciando tutto per darmi un futuro migliore. Dentro di me c’è un mix di sentimenti forti: gioia, gratitudine, orgoglio e anche una rivincita sulle difficoltà. La mia musica vuole essere un messaggio, un ponte tra culture.

Lei è di origini algerine: ci sono delle influenze nel suo modo di cantare?

Sì, assolutamente. La mia musica è un mix tra tradizione araba, napoletana e italiana. La cadenza e il ritmo Raï si fondono con influenze napoletane, creando un matrimonio unico di sonorità. La mia diversità è diventata la mia forza e attraverso il canto voglio portare un messaggio di integrazione e bellezza culturale.

Un suo parere sul mondo musicale contemporaneo? Cosa le piace ascoltare?

Oggi si parla meno di vere voci e di emozione, anche se ci sono ancora grandi artisti. È importante adattarsi ed evolversi, ma a mio avviso manca lo studio e l’emozione. Ascolto sia italiani che internazionali e preferisco chi canta con sentimento, studio e tecnica. Credo che la musica debba unire cuore e disciplina.

Lei ha conquistato lo scorso anno a Casa Sanremo una borsa di studio : cosa ha provato? Cosa ha rappresentato per lei?

È stata una grande sorpresa: ho vinto la borsa di studio da 1000 euro e ho proseguito gli studi ottenendo il diploma Performer 4.0 presso Casa Sanremo Campus. È stata un’emozione unica, mi sono sentito orgoglioso e ho dedicato questa vittoria ai miei genitori. È stata una conferma del percorso fatto e ha aperto nuove opportunità per il mio futuro artistico.

L’emozione di ritornarci: come mai questa scelta e cosa si aspetta da questa nuova avventura?

Tornare a Sanremo è sempre una grande emozione. Voglio mostrare il mio talento a tutti, crescere come artista e raggiungere nuovi pubblici. Questa esperienza rappresenta opportunità, crescita e la possibilità di dimostrare che con lo studio e la caparbietà tutto si può fare. È un nuovo capitolo che voglio vivere con passione, dedizione e gratitudine.

-Grazie e un grosso in bocca al lupo!

Francesco Boemio

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