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Nando De Maio: Il Regista Artigiano che Restituisce l’Anima al Grande Schermo

NAPOLI – Esistono luoghi che non sono semplicemente spazi fisici, ma scrigni di memoria e creatività. Uno di questi è lo studio-dimora di Nando De Maio, regista e pilastro della cultura cinematografica partenopea. Varcare quella soglia significa entrare in un “tempio” dove ogni angolo trasuda passione: tra pellicole, premi internazionali e cimeli storici, si ripercorre la lunga e intensa carriera di un uomo che ama definirsi, prima di tutto, un artigiano del cinema.

Un’Anteprima Esclusiva tra le Mura della Storia

L’emozione si è fatta tangibile durante la proiezione privata e personale della sua ultima fatica cinematografica, “Unite per Uccidere”. Scritto e diretto dallo stesso De Maio, il film è stato proiettato direttamente nel suo studio, su quel pannello cinematografico che ha fatto la storia.

Non è un pannello qualunque: su quello schermo, in anteprima assoluta, hanno posato lo sguardo giganti dello spettacolo come Mario Da Vinci, la Totò in gonnella Lucia Cassini e tantissimi altri artisti di calibro nazionale.

“Il cinema non è solo tecnica, è il racconto della vita che si fa immagine.” – Questo sembra sussurrare ogni oggetto presente in quella stanza.


Assistere a una proiezione in un contesto così intimo non è solo un privilegio per gli occhi, ma un’esperienza che tocca le corde più profonde dell’anima. Nando De Maio continua a dimostrare come la dedizione e l’amore per il proprio territorio possano trasformarsi in opere universali, mantenendo intatta quella scintilla che solo i veri maestri sanno conservare.

Giuseppe Nappa

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