C’è qualcosa di ancestrale e profondamente commovente nel vedere una leggenda prendere vita sotto i propri occhi.
Al Teatro Palapartenope, il sipario non si è limitato ad aprirsi: ha spalancato le porte di un sogno. Anastasia – Il Musical ha travolto Napoli in un turbine di emozioni, storia e bellezza, confermandosi come uno degli eventi teatrali più straordinari degli ultimi anni.
Un Viaggio tra Splendore e Nostalgia
Lo spettacolo, ispirato ai capolavori cinematografici della Fox e all’opera di Marcelle Maurette, è un gioiello di rara fattura. Merito della scrittura magistrale di Terrence McNally e delle musiche immortali di Stephen Flaherty e Lynn Ahrens. Ma la vera anima dell’edizione italiana risiede nella regia visionaria di Federico Bellone e nell’adattamento lirico di Franco Travaglio, capaci di rendere ogni parola un dardo puntato dritto al cuore.
Dalle nebbie malinconiche di una San Pietroburgo in rivolta alle luci elettriche e sfacciate della Parigi degli anni ’20, il pubblico è stato letteralmente trasportato in un’altra epoca. Le scenografie immersive con LED di ultima generazione hanno creato un orizzonte infinito, rendendo la celebre scena del treno un momento di pura vertigine visiva.
Mi ha colpito molto la protagonista e i complimenti li estendo anche all’intera compagnia.
Sofia Caselli non ha semplicemente interpretato Anya; è diventata Anastasia. La sua prova è stata passionale, vibrante, tecnicamente impeccabile.
Con una voce che sa essere carezza nei momenti di fragilità e tempesta nei momenti di forza, la Caselli ha regalato un’interpretazione da brividi. Quando le note di “Viaggio nel Passato” hanno riempito il teatro, il tempo si è fermato: una standing ovation ideale ha abbracciato la sua capacità di trasmettere quel desiderio universale di trovare il proprio posto nel mondo. Un plauso speciale va a lei e a tutta la compagnia, un ensemble affiatato che ha dimostrato un livello di eccellenza internazionale.
Perché questo musical resta nel cuore
Non sono solo i costumi principeschi o la perfezione dell’esecuzione a lasciare il segno. È il messaggio. In un mondo che corre, Anastasia ci ricorda che “la casa è dove si trova il cuore”. La ricerca dell’identità, l’abbraccio di una nonna che non ha mai smesso di sperare, il coraggio di ricominciare da zero: sono temi che Napoli, col suo cuore immenso, ha saputo accogliere e restituire con un calore travolgente.
Una serata che rimarrà impressa nella memoria di chi c’era, un trionfo di eleganza e passione che onora la grande tradizione del musical e la bellezza eterna di una storia che non smetterà mai di farci sognare.

Giuseppe Nappa


