Psicologa, psicoterapeuta e conduttrice televisiva: il curriculum di Edda Cioffi è denso e dinamico, un vero e proprio esercizio di multitasking che lei affronta con una serenità sorprendente. Mamma di Noah ed Elia, Cioffi incarna la figura della professionista moderna che ha trovato la sua personale formula per l’equilibrio: fare ciò che ama, seguendo il proprio “flusso energetico” senza creare attriti con la propria identità. Ci svela come l’amore e la passione siano il suo unico carburante e come la sua autenticità, unita a una profonda vocazione spirituale, le permetta di passare con naturalezza dalla sacralità della stanza di terapia al mondo ludico del palcoscenico. Un viaggio in cui il saper fare clinico non è ostacolo, ma linfa vitale per ogni ruolo che ricopre.

Ecco la nostra chiacchierata con Edda Cioffi;
Essere contemporaneamente psicologa, conduttrice, psicoterapeuta e mamma di due bambini è un vero e proprio “numero di alta acrobazia”. Qual è il suo segreto o la sua filosofia personale per riuscire a ricaricare le batterie e mantenere un sano equilibrio tra le esigenze della vita professionale e la sfera familiare?
L’unica ricarica è l’amore e la passione.
La mia filosofia personale sta nel fare ciò che amo seguendo il mio flusso energetico senza creare attriti con la mia identità personale e nulla mi pesa.
I principi e gli strumenti che utilizza come psicoterapeuta (ad esempio, l’ascolto attivo, la gestione delle emozioni) inevitabilmente entrano nella sua vita privata. Ci sono state occasioni in cui il suo saper fare clinico è stato particolarmente utile o, al contrario, ha rappresentato una sfida nella dinamica con suo marito o i suoi bambini?
Il mio saper fare clinico entra inevitabilmente nella mia vita privata. È però molto importante scindere il mio Se professionale da quello personale , senza creare confusioni ma nel rispetto delle proprie inclinazioni.
Il passaggio dalla stanza di terapia, un luogo di profonda intimità e riservatezza, al palcoscenico pubblico dei media come conduttrice, è un salto significativo. Come vive questo cambio di esposizione? Quanto è difficile mantenere l’autenticità e la professionalità psicologica quando si è sotto i riflettori?
L’autenticità si mantiene facilmente se si è veri e mai fasulli. Piaget diceva che la vera forma di intelligenza è l’adattamento e la mia versatila’ non è sinonimo di falsità, ma di creatività. Tra l’altro la mia stanza di Terapia è il mio luogo di lavoro, il palco invece è il mondo dei giochi e questo mi è molto chiaro.
La maternità spesso ridefinisce le priorità e l’identità di una donna. In che modo l’essere madre di due bambini ha influenzato o arricchito il suo approccio alla psicologia, in particolare nella comprensione dei suoi pazienti che affrontano temi legati alla genitorialità, al burnout o alle dinamiche familiari?
Io sono mamma di due bambini Noah ( 5 anni) e Elia (2 anni). Grazie a loro sono nate parti di me a me prima sconosciute. Queste nuove parti di me hanno potenziato empatia e resilienza nei confronti dei pazienti, hanno quindi migliorato il mio lavoro senza mai ostacolarlo.

Guardando avanti, esiste un “progetto personale” che non ha ancora realizzato, forse qualcosa che unisce i suoi diversi talenti (la comunicazione, la cura, la famiglia) ma che per ora è rimasto nel cassetto? Qual è la prossima evoluzione di Edda Cioffi?
Vorrei un programma di natura spirituale. Sono fortemente religiosa e mi piacerebbe comunicare al mondo l’importante di curare la propria anima oltre che l’estetica poiché quest’ultima è solo il riflesso si come stiamo dentro.

Giuseppe Nappa

