683 0

Grande festa a Villaricca per i 70 anni di carriera di Pino Mauro: istituzione della musica e della cultura (Dichiarazioni di alcuni dei suoi ospiti)

La sera del 3 ottobre di quest’anno si è tenuto un evento di grande importanza musicale e culturale. Il maestro Pino Mauro, pioniere della musica napoletana nel mondo e baluardo artistico di un’epoca fiorente per la nostra musica nazionale, ha celebrato i suoi primi settant’anni di carriera.

In occasione di questo straordinario traguardo, la sua città natale, Villaricca (Napoli), lo ha omaggiato con un grande spettacolo in Area Fiera, che ha celebrato non solo la sua discografia, ma la musica napoletana in generale.

La platea era gremita, con un pubblico in visibilio per questo grande “imperatore musicale”. Pino Mauro è stato affiancato e accompagnato da musicisti d’eccezione e da artisti napoletani di fama nazionale. Il palco ha visto l’alternarsi di artisti quali; Enzo Gragnaniello, Mavi, gli Osanna, Nello Daniele, Marco Zurzolo, Veronica Simioli, Gigi Finizio, Andrea Sannino e Franco Ricciardi. Quest’ultimo ha avuto l’onore di concludere la grande festa con la sua celebre hit “Leyla”, cantata a squarciagola da tutti i presenti. La serata è stata condotta da Gianni Simioli.

Ognuno degli ospiti, infatti, ha reso omaggio al maestro interpretando, al suo fianco, alcuni dei brani più celebri del suo repertorio, come “‘O bene mio”, oltre al proprio maggiore successo personale. Particolarmente toccante è stato il momento in cui Andrea Sannino, esibendosi sulle note di “Abbracciame”, ha coinvolto il maestro a seguirlo nell’interpretazione.

L’evento ha messo in luce il grande rispetto e l’enorme considerazione che ogni artista nutre nei confronti di Pino Mauro: un vero e proprio incontro generazionale che si è unito nel colore universale della Musica, quella bella, quella del popolo.

Abbiamo avuto l’occasione di domandare ad alcuni presenti un pensiero per questa importante ricorrenza. In particolare, col musicista Marco Zurzolo:

Un ricordo e un pensiero per il compleanno, questo 70º anniversario, della carriera di Pino Mauro, circa l’amicizia che la lega in qualche modo a questo grande artista, anche sull’importanza culturale e musicale che rappresenta per la musica di oggi.

“L’amicizia è un’amicizia artistica, perché con Pino non ci siamo mai parlati o frequentati, però appena ci siamo visti una volta sul palco era perfetto, c’era la musica, perché io col mio suono mi sono rifatto sempre alla sua voce. Circa la musica di oggi, penso che sia cambiato il mondo. Ormai noi possiamo essere dei saggi, delle persone che guardano l’evolversi di una vita diversa. Possiamo solo essere un po’ maestri di questa vita ma non si può dire che si è perso qualcosa, ma solo che è cambiato il mondo. Il mio concetto di musica rimane sempre uno solo: quello che mi lega alla mia terra, altrimenti non sono più individuabile, non sono più identificabile. Per avere questo tu devi avere il tuo suono”

Abbiamo anche parlato col maestro Enzo Gragnaniello, che ha anche deliziato il pubblico tutto con l’interpretazione di “Cu’mme”, poesia interpretata da Roberto Murolo e Mia Martini. 

– Maestro, un pensiero per questo traguardo fondamentale, settant’anni di matrimonio con la musica del maestro Pino Mauro. Cosa la lega alla sua arte? Lei ha avuto l’onore di calcare il palco con grandi nomi: oltre a Pino Mauro, anche Murolo e Mia Martini ad esempio. Sentimentalmente cosa prova per la vicinanza tra la sua arte e quella degli altri artisti?

“Stiamo festeggiando i settanta anni di carriera di un grandissimo artista, Pino Mauro. Lui contiene e mantiene ancora quella tradizione, quel sentimento; quando canta usa il sentimento non il Sentimentalismo.  Non c’è vanità nella sua voce: c’è più cuore e onestà che vanità. lui è uno degli ultimi cantanti storici di quella Napoli che viene dal classico. Ha affrontato i temi, nelle canzoni, ad esempio di malavita però, al di là dei contenuti, sono sempre canzoni che bisogna interpretare, che diventano anche teatro. Per cui è un grandissimo personale. Io ho avuto un rapporto con dei grandissimi artisti. Lavorando con loro puoi sempre imparare qualcosa”.

Per concludere, abbiamo avuto l’onore di rubare due paroleproprio dal maestro Pino Mauro.

Maestro, qual è l’emozione di questi settanta anni di carriera, un traguardo eccezionale per un pioniere della musica napoletana, e non solo, come lei è?

“Io sono forse uno degli artisti napoletani che vanta di aver omaggiato, tra gli altri, Tenco e Tomaso Albinoni. Se si va scovare nelle pagine degli artisti ci sono molti lavori imprevedibili. Vorreiche mi studiassero e scavassero di più”.

Qual è il suo parere invece sulla musica contemporanea, vedendo anche i tanti giovani che la affiancheranno oggi?

“L’unica cosa che ci resta è ridere. Tutto qua. Sulla musica di oggi è sul consumismo non voglio dare pareri. Io voglio dare vita ai grandi autori, alle grandi poesie, alle grandi scritture. Oggi non si può fare, come fanno, con musica al computer e testi banali. Finiamola con queste cose! Torniamo a “Era de maggio” … Non è vero che quel periodo non esiste più. L’amore non ha mai cambiato… è semp ammore. Quindi, la musica è fatta per essere bella. Se poi c’è chi non riesce a comprendere neanche Mozart oppure Giuseppe Verdi, allora stiamo messi male. Un grande artista, un talento, prima di formarsi artisticamente deve scoprire e studiare i grandi autori e grandi musicisti”.

È così che facciamo gli auguri a Pino Mauro che, da grande istituzione quale è, dimostra, dall’alto della sua carriera, l’importanza dello studio, della musica con la maiuscola, di cui sarà, ora e sempre, tra i più alti rappresentanti.

Foto di Vincenzo Burrone

Francesco Boemio

Post correlati

SOLD OUT PER L’ATTESISSIMO CONCERTO DI ALESSIO

UNA GRANDISSIMA FESTA AL PALAPARTENOPE PIENA DI EMOZIONI,
Continua a leggere