Sono vicino alla comunità di Afragola, nel dolore per la tragica scomparsa di Martina Carbonara, una ragazza di soli quattordici anni.
Un evento che scuote le coscienze e ci interroga profondamente sul valore della vita.
In momenti come questi, ogni parola sembra superflua di fronte a un dolore così immenso.
La domanda “chi siamo noi per decidere se uno debba vivere o morire” risuona con forza, evidenziando l’incomprensibilità e l’ingiustizia di una vita spezzata troppo presto.
Mi stringo intorno alla famiglia dei miei amici Cossentino e famiglia e a tutti gli amici di Martina.
In questo momento di profondo lutto, il pensiero va a loro, colpiti da una perdita che lascia un vuoto incolmabile.
La scomparsa di Martina ci impone una riflessione collettiva. È un monito a non abbassare mai la guardia, a proteggere i nostri giovani e a promuovere una cultura del rispetto e della vita.
Afragola piange Martina, e con lei, una parte della sua storia. Che il ricordo della sua giovane vita possa essere uno stimolo per tutti a costruire un futuro più sicuro e giusto per le nuove generazioni.
Giuseppe Nappa

