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A Tu per Tu con Cinzia Clemente: Aneddoti, Riflessioni e Consigli per Aspiranti Attori

Signore e signori, preparatevi ad entrare nel vibrante mondo di Cinzia Clemente, un’artista poliedrica che con la sua passione e il suo talento ha saputo spaziare con disinvoltura tra ruoli comici e drammatici, lasciando un segno indelebile in produzioni televisive e cinematografiche di successo. In questa intervista esclusiva, Cinzia ci svela i segreti del suo processo creativo, dalle sfide più stimolanti sul set ai momenti più memorabili della sua carriera. Ci condurrà attraverso le sue fonti di ispirazione, omaggiando le grandi del passato, e condividerà una visione lucida e schietta sulle dinamiche attuali del mondo dello spettacolo, senza tralasciare preziosi consigli per i giovani aspiranti attori. Un viaggio affascinante nel cuore della recitazione, tra aneddoti, riflessioni e uno sguardo verso i suoi promettenti progetti futuri.
Benvenuti nel mondo di Cinzia Clemente!

Ecco a voi la nostra intervista;

Nel corso della sua carriera ha interpretato ruoli molto diversi tra loro. C’è un tipo di personaggio che preferisce o che le offre maggiori sfide dal punto di vista attoriale?

Ho amato tutti i ruoli che mi sono stati affidati, da quelli più comici a quelli drammatici. Per un’attrice è importante entrare in connessione emotiva con il regista e rendere il personaggio secondo le sue linee guida. Quindi dò il massimo della mia resa artistica nelle mani di chi plasma concretamente i personaggi.
Quindi merito agli sceneggiatori e ai registi con cui ho lavorato in tutti questi anni. La sfida più grande è forse quella de “I delitti del BarLume” dove interpreto per la prima volta il ruolo di una colpevole assassina, molto lontana da tutti gli altri ruoli ottenuti sinora.

Qual è stata l’esperienza più significativa o memorabile che ha vissuto sul set, che sia per la complessità del ruolo, l’atmosfera con il cast e la troupe, o per la risposta del pubblico?

Sicuramente il ruolo dell’amica di liceo di Imma Tataranni mi ha regalato tanta notorietà, e sul set si respira davvero un’aria conviviale e rilassata. Il pubblico mi riconosce principalmente per quello, ma devo dire che tutti i set in cui ho lavorato mi hanno dato tanto, sia a livello umano che a livello professionale. Ho un ricordo bellissimo di Alessandro D’Alatri, anche dal modo in cui ha svolto i provini, lo stesso per Daniele Salvo e il grande Giulio Base. Sono registi a cui devo molto. Sicuramente, oltre al simpaticissimo Francesco Amato.
E come non nominare Milena Cocozza con cui ho avuto una bellissima empatia.
Come si prepara per interpretare un nuovo personaggio? 
Dipende dal ruolo che devo interpretare. Si tratta alle volte di dover cambiare anche la propria fisicità, ingrassare, dimagrire. Sino ad ora ho dovuto imbruttirmi diverse volte, quindi a livello esteriore ho sempre necessità di lasciarmi un po’ andare, controllare che i capelli non si rovinino e non tagliarli troppo.

A livello emotivo, ogni personaggio è a sè.
Quindi seguendo le indicazioni del regista lavoro sulla parte emotiva, il passato, il vissuto, per raccontarne il presente.

Qual è il suo processo creativo e quali sono le fonti di ispirazione a cui attinge?

Il processo creativo per i ruoli l’ho già descritto, ma ho un processo di pari valore che è quello della scrittura di sceneggiature e testi teatrali. Parto da un’idea, uno stimolo visivo, musicale, per dire. E da lì mi scaturiscono le parole, i dialoghi, le scene, i colpi di scena. E’ una cosa che facevo sin da piccola, mi è sempre piaciuto scrivere e sono felice di riuscire a metterle in immagini, da qualche anno. Le mie fonti di ispirazione come attrice sicuramente la Magnani, la Loren, e anche personaggi più indietro nel tempo, tipo Titina de Filippo e Tina Pica.
Il mondo dello spettacolo è in continua evoluzione.

Quali sono, secondo lei, le sfide più grandi per un attore oggi e come vede il futuro della recitazione, magari con l’avvento di nuove tecnologie?

Le sfide più grandi, checchè se ne dica che si stia andando verso le pari opportunità, io smentisco questa cosa. C’è più spazio per noi donne, questo è certo, ma esiste ancora un freno maschile in molte occasioni. Purtroppo è un dato di fatto. La realtà virtuale è altresì un dato oggettivo, esiste e dobbiamo imparare a non sostituirlo del tutto con la mente umana.
E’ un po’ come quando ci si spaventava di Internet perché non lo si conosceva e poi lo si è apprezzato per le molteplici opportunità che si sono aperte in seguito. Si tratta solo di farne un uso e non abuso.

Ha lavorato sia in produzioni televisive che cinematografiche. Ci sono differenze significative nel suo approccio al lavoro tra questi due media? Quali le piacciono di più e perché?

Le differenze sono relative, dipende tutto dal tipo di produzione e che approccio si ha con i tempi di realizzazione, dei fondi a disposizione e così via. Non credo di aver avvertito molte differenze fra le due categorie. Lo stesso vale per il piacere di essere sul set: è un piacere a prescindere.

Quali consigli darebbe a un giovane aspirante attore o attrice che sogna di intraprendere questa carriera, magari basandosi sulla sua esperienza personale e sul suo percorso professionale? E un suo consiglio ai giovani che vogliono fare questo mestiere nella vita?  

Può sembrare scontato ma io dico e ripeto sempre che bisogna studiare. Studiare e non farsi trovare impreparati. Ma è qualcosa che dovrebbe essere nella logica di tutti i lavori da professionisti. A tutte le età e a tutti i livelli. E saper essere disposti a ricevere più “No” che “si”.
Il consiglio per i giovani è di non lasciarsi sminuire da nessuno se hanno davvero voglia di fare questo mestiere, ma di essere coerenti con il pensiero comune: non si può diventare tutti famosi e ottenere tutto e subito. La pazienza, la costanza, la voglia di ottenere risultati superando sè stessi.

Ecco. Questo. Non paragonarsi mai a nessuno nè invidiare nessuno. Ognuno è diverso e può dare valori diversi al proprio lavoro.

Tuoi progetti Futuri?

Nell’immediato futuro sono al lavoro con i miei allievi di recitazione per i loro spettacoli di fine laboratorio, poi chiuderemo la rassegna LUN-ARIA 2.0 e sono già al lavoro con due casting importanti.
Un traguardo importante è di un mio cortometraggio “Jazzo Inferno” che è stato inserito sulla piattaforma internazionale WeShort ed è un mio gioiellino che porto nel cuore.
Per quanto riguarda ciò che potete vedere in tv, su Rai1, dal 3 maggio sono la Balia in “Il Mal
edetto”e dal 5 maggio ( a partire dalla seconda puntata) Adelina in “Gerri”, ovviamente sono in continui provini per diverse nuove produzioni di cui però non posso parlare.

Ph. Salvatore Tato Cornacchia


Giuseppe Nappa

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