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Marcello Favale: Oltre il Giallo, Sguardi Acuti sulla Società. Si racconta ai lettori di Occhio All’artista Magazine

Marcello Favale, scrittore di libri e gialli/noir, non si limita al fatto delittuoso, ma con incisività punta i riflettori su scottanti problematiche sociali attuali, temi per lui di cruciale importanza e da non dimenticare.


Ecco la nostra intervista;

Qual è stato il percorso che ha portato Marcello Favale a diventare uno scrittore?

Diciamo che un vero e proprio percorso non c’è stato se per percorso vogliamo intendere, come per un viaggio, un itinerario studiato e programmato. Certo è che, guardandomi indietro, qualche passo l’ho fatto e quindi un cammino c’è stato. Scrivo da quando ero un adolescente, ho cominciato scrivendo poesie, non avevo, allora, ambizioni di pubblicazioni, scrivevo per il piacere che provavo nel farlo. Con il passare degli anni l’idea di cimentarmi con un romanzo ha cominciato a solleticarmi e a farsi strada nei miei pensieri fino a quando l’ho sentita matura e ho cominciato a metterla su carta. Sempre senza sogni di pubblicazione. Poi però, anche spinto da chi aveva letto qualcosa del mio romanzo, ho deciso di provarci ed eccomi qui a sentirmi etichettare come scrittore.

Quali sono le influenze letterarie che si possono riscontrare nello stile di scrittura di Marcello Favale?

Andrea Camilleri, Antonio Manzini e Maurizio De Giovanni credo che siano facilmente riscontrabili nel mio stile di scrittura. Camilleri, forse, per le espressioni dialettali alle quali ricorro per rafforzare un concetto. Manzini per la spigolosità del mio vicequestore Del Duca, per alcuni versi, simile al suo Rocco Schiavone e De Giovanni per le descrizioni ambientali strettamente legate alle emozioni che vivono i protagonisti del romanzo. 

Qual è il genere letterario in cui Marcello Favale si esprime prevalentemente?

“La Morte veste Casual – Un’indagine del vicequestore Del Duca” edito da MTS Edizioni è il mio secondo libro ed è un giallo/noir, anche il primo vede come protagonista il vicequestore Del Duca potremmo dire che Marcello Favale si cimenta in un unico genere letterario: il crime che può, a seconda dei casi, considerarsi giallo, noir o come meglio credono i lettori, ma non sarebbe corretto perché, come ho detto in precedenza, ho cominciato scrivendo poesie e continuo a farlo anche se sono convinto che le mie poesie non vedranno mai la luce della pubblicazione, resteranno sempre chiuse nei miei cassetti, quello della scrivania e quello del cuore. 

Quali sono i temi principali che ricorrono nelle opere di Marcello Favale?

Il tema principale, parlando di gialli/noir è, per forza di cose, quello di un fatto delittuoso o presunto tale sul quale c’è da indagare per fare luce ma cerco sempre di non limitarmi a questo singolo aspetto, mi piace attirare l’attenzione anche su problematiche sociali di stretta attualità, per me, di importanza rilevante e delle quali non bisogna mai dimenticarsi.

I tuoi progetti futuri?

I miei lettori si aspettano un terzo romanzo della serie del vicequestore Del Duca e i lettori non vanno mai delusi. Comunque, è da un poco di tempo che l’idea di cimentarmi, anche, con un altro genere letterario mi stuzzica e magari mi farò sedurre da questa sirena che comincia ad avere un canto forte è ancora più melodioso di quelle che tentarono Ulisse. Lui però era legato mentre io non ho legacci di sorta e magari cederò.

Un tuo personale saluto ai lettori di Occhio All’artista Magazine…

Innanzitutto, spero di non averli annoiati, auguro loro sempre tantissime belle letture, se vogliono, li aspetto in libreria e su tutte le piattaforme online oltre che sul sito http://www.mtsedizioni.com

Ciao a tutti e grazie per il tempo che, bontà vostra, mi avete dedicato.

Giuseppe Nappa

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