Monica Sarnelli. Sciantose, Sirene, Malafemmene e altre storie di donne veraci uno spettacolo davvero bello. La Recensione

Sciantose, Sirene, Malafemmene e altre storie di donne veraci non è semplicemente uno spettacolo, bensì un’immersione emotiva nel cuore pulsante della melodia partenopea, un omaggio vibrante e appassionato alle figure femminili che l’hanno resa immortale. Monica Sarnelli, moderna cantatrice, ci trasporta attraverso quadri vivaci, un recital che si erge a baluardo contro la misoginia, un’ode alla forza e alla resilienza delle donne.

Gilda Mignonette, Ria Rosa, Angela Luce, Gloria Christian, Mirna Doris, Lina Sastri, Teresa De Sio, Giulietta Sacco: i loro nomi risuonano come echi di un passato fulgido, e le loro canzoni, più che mai, sono attuali. Sarnelli le fa rivivere con intensità, alternando momenti di cruda realtà a esplosioni di sentimento, rivendicazione femminista a sensualità travolgente.

Il sorriso, la rabbia, la visceralità, la sensualità, il ritmo, la melodia: queste sono le chiavi che dischiudono le porte di uno spettacolo che affonda le radici nella tradizione per elevarsi verso l’innovazione. Accanto a Sarnelli, una danzatrice-attrice (Cinzia Cordella) che incarna la fisicità e la potenza del femminile, una pianista (Cristina Massaro) che intesse trame sonore avvolgenti, un quartetto d’archi (Anna Rita Di Pace, Isabella Parmiciano, Tiziana Traverso, Monia Massa) che vibra all’unisono con le emozioni, e un polistrumentista (Paolo Del Vecchio) che crea paesaggi sonori mutevoli.

La regia di Carlo Cerciello è un’opera d’arte in sé, un intreccio di luci (Andrea Iacopino) e video (Fabiana Fazio) che amplificano la potenza del racconto. E poi ci sono le voci virtuali, ma cariche di significato, di Enzo Gragnaniello, Peppe Lanzetta e Fuliggine, nome d’arte di Francesca Andreano, che dipingono una Napoli al femminile, una città di “femmene”, “malafemmene”, madri, figlie, sirene, un universo di sfumature e contraddizioni.

“Sciantose, Sirene, Malafemmene e altre storie di donne veraci” è uno spettacolo che lascia il segno, un’esperienza catartica che celebra la donna in tutte le sue sfaccettature, un viaggio emozionante attraverso la storia e l’anima di Napoli.
Questo spettacolo resterà in scena fino al 30 Marzo al Teatro Troisi, poi il 12 Aprile sarà al Teatro Cimarosa di Aversa.

Le foto sono di Vincenzo Burrone
Giuseppe Nappa

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