Sant’Antimo, terra di talenti, ha dato i natali a una voce che incanta e emoziona: Fin da bambina, la sua passione per il canto ha illuminato ogni momento della sua vita, trasformandosi in un amore profondo e duraturo. Parliamo di Sabrina Russo che fa una bella chiacchierata con me per i nostri lettori.

Ecco la nostra conversione;
Come è nata la tua passione per il canto quando eri bambina?
La mia passione per il canto è nata in modo molto naturale. Fin da piccola mi affascinava la musica, ascoltavo ogni genere e cantavo continuamente. Ricordo che imitavo i grandi artisti che sentivo in casa e, crescendo, ho capito che non era solo un gioco, ma qualcosa che mi apparteneva davvero. Grazie a mio padre poi ho iniziato a frequentare una scuola di musica all’età di 10 anni e da allora non mi sono più fermata.
Hai studiato canto e ti sei diplomata al conservatorio. Cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso di studi e quanto ha influenzato la tua crescita artistica?
Ho sempre sentito il bisogno di approfondire la mia conoscenza della musica, di capire cosa ci fosse dietro l’interpretazione e la tecnica vocale. Il Conservatorio è stato una tappa fondamentale: mi ha dato basi solide, disciplina e consapevolezza artistica. Studiare musica non significa solo cantare, ma comprendere un linguaggio e farlo proprio. Questo percorso mi ha arricchita tantissimo, aiutandomi a trovare la mia identità artistica. A brevissimo prenderò la magistrale in composizione, ciò che mi ha permesso di aprire il mio mondo musicale non solo al canto ma alla musica a 360 gradi.
Sei di Sant’Antimo, una terra che ha dato i natali a molti talenti. Cosa significa per te essere una di questi e come ha influenzato la tua esperienza musicale?
Sant’Antimo ha una grande tradizione artistica e sapere di farne parte è un onore. Crescere in un ambiente in cui l’arte è vissuta con passione mi ha spinta a credere che fosse possibile trasformare un sogno in realtà. Per me la musica è ovunque, fa parte della vita quotidiana e forse è proprio questo che mi ha dato la forza di non mollare mai.
Finalmente hai pubblicato una tua canzone. Puoi parlarcene? Cosa ti ha ispirato e cosa vuoi trasmettere con questo brano?
“A capa è nu tribunale” è un pezzo a cui tengo tantissimo. È nato dal bisogno di esprimere i pensieri che spesso ci affollano la mente e che possono diventare un peso. Parla della lotta interiore tra ciò che sentiamo e ciò che la società si aspetta da noi. Voglio trasmettere un messaggio di libertà: imparare ad ascoltarsi, a dare valore alle proprie emozioni senza paura di essere giudicati.
Qual è il tuo sogno nel cassetto? C’è un traguardo che desideri raggiungere particolarmente nella tua carriera musicale?
Il mio sogno è continuare a fare musica senza compromessi, portando avanti la mia visione artistica. Mi piacerebbe realizzare un album che rappresenti a pieno la mia identità e girare il mondo con la mia musica. Il traguardo più grande, però, è riuscire a emozionare chi mi ascolta.
Hai iniziato a cantare da bambina. Che consiglio daresti a chi, come te, vive di musica e la coltiva fin dalla nascita?
Direi di non arrendersi mai, nonostante le tante difficoltà. La musica è un viaggio fatto di alti e bassi, ma la passione deve essere più forte di ogni ostacolo. Studiare tantissimo e non smettere mai, sperimentare, credere in sé stessi e non avere paura di essere diversi. E soprattutto, non perdere mai la gioia di fare musica.
Un tuo personale saluto ai lettori di Occhio All’artista Magazine:
Grazie di cuore per l’attenzione e il supporto! La musica è condivisione, e sapere che ci siete ad ascoltarla rende tutto più speciale. Un abbraccio grande a tutti

Giuseppe Nappa

