
La Recensione. È in scena al Teatro Diana ospita “L’ebreo”, una pièce di Gianni Clementi con la regia di Pierluigi Iorio. Aiuto regia Federico le Pera.
Sinossi.
La storia è ambientata negli anni ’50, nel ghetto ebraico di Roma, e vede protagonisti Marcello e Immacolata Consalvi, una coppia che, a causa delle leggi razziali, si ritrova intestataria dei beni di un ricco ebreo romano, il cosiddetto”il Padrone” .
Immacolata, interpretata da Nancy Brilli, è una donna cinica e pragmatica, determinata a non rinunciare al benessere acquisito, anche a costo di sfidare il ritorno del legittimo proprietario. La sua interpretazione è intensa e coinvolgente, la Brilli è mera intestataria insieme al marito (interpretato da Fabio Bussotti), di quella casa che non vuole più lasciare. Nelle prime scene dello spettacolo, è evidente il netto contrasto tra l’ambiente borghese in cui si svolge la vicenda e l’estrazione sociale dei personaggi. Questi ultimi, infatti, si ritrovano proprietari di beni immobili a seguito delle drammatiche leggi razziali che colpirono la minoranza ebraica a partire dal 1938.
Infatti per evitare l’esproprio dei loro beni, molti ebrei furono costretti a ricorrere alla pratica dei prestanome, ovvero trasferendo temporaneamente la proprietà dei loro beni a persone fidate. Molto bravo anche Claudio Mazzenga nei panni dell’amico, idraulico, tutto fare…
Lo spettacolo, sapientemente diretto da Iorio, alterna momenti di leggerezza a momenti di forte drammaticità, creando una tensione palpabile che culmina in un finale sorprendente e spiazzante.
Le scene di Alessandro Chiti, i costumi di Josè Lombardi e le luci di Javier delle Monache contribuiscono a creare un’atmosfera opprimente, che riflette la paura e l’incertezza dei protagonisti.
“L’ebreo” è uno spettacolo che merita di essere visto, sia per la bravura degli attori che per la capacità di affrontare temi importanti come laShoah, la paura e l’ambizione, con un linguaggio teatrale efficace e coinvolgente.
Sarà in scena al Teatro Diana di Napoli fino al 9 febbraio.
Giuseppe Nappa



