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“Tempi nuovi”, una commedia coinvolgente al Teatro Diana. La Recensione

 

Una commedia davvero divertente e scorrevole per chi vuole passare un’ora e mezza di spensieratezza.

Si apre il sipario… una bellissima scenografia… uno studio pieno di libri sparsi ovunque dalla libreria, alla scrivania fino ad arrivare al pavimento… questa è la scenografia di tutto lo spettacolo, proprio per rafforzare la contrapposizione tra la forma tradizionale del sapere: i libri da un lato  e dall’altro “i tempi nuovi” del web e dei social network, questi “tempi nuovi” da cui prende il titolo anche la commedia di Cristina Comencini.  In scena un padre, interpretato da Roberto De Francesco, storico “allergico” alle nuove tecnologie, e una madre, interpretata da Iaia Forte, giornalista all’avanguardia, aggiornatissima sulle nuove forme di comunicazione. Poi ci sono i lori figli interpretati da Nicola Ravaioli e Sara Lazzaro. Tutti e quattro vengono posti di fronte alle contraddizioni, alle difficoltà di un tempo in cui tutto ci appare troppo veloce per essere capito ma in cui siamo costretti a immergerci. Giuseppe è carico di tutto ciò che ha studiato e scritto. Il figlio Antonio “vola invece leggero” nella sua epoca. Sabina è la moglie di Giuseppe, una giornalista che ha seguito un corso di aggiornamento sull’elettronica, per imparare a dare una notizia in tre righe e non essere sbattuta fuori dal giornale, e si sente per questo,come ripete spesso al marito, moderna. Clementina è la figlia maggiore della coppia che vive fuori casa e che ha in serbo per i due genitori, che la credevano felicemente fidanzata con Davide, una notizia che metterà a dura prova la modernità di Sabina. Ma un grande colpo di scena prepara anche Giuseppe nel finale ai suoi familiari, perché non vuole essere l’unico a portare tutto il peso del passato e della Storia: “Volevate fare faticare solo me, portare tutto il peso di quegli oggetti con le pagine? Mentre voi tranquilli, leggeri, veloci, giovani… No, non ci sto!”

Il testo ben fatto e molto scorrevole affronta con leggerezza temi come lo scontro di generazioni diverse tra un padre ed un figlio, la superficialità delle nuove generazioni, la maternità tra coppie gay…

Molto carina ed emblematica la canzone di sottofondo tra una scena e l’altra: “Ci vuole un fiore” di Sergio Endrigo e Luis Bacalov, per evidenziare ancora di più che bisogna crearsi basi solide per poter poi confrontarsi con queste nuove tecnologie.
 “Tempi nuovi” scritto e diretto da Cristina Comenicini sarà ancora a teatro da martedì 22 gennaio fino a domenica 27 al Teatro Diana.
La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

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